COOPERARE IN DIFESA DELLA VITA INDIFESA

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di Maria Luisa Donatiello

Sarebbe auspicabile che il verbo cooperare fosse legato esclusivamente a situazioni positive di condivisione di un buon operato, ma è ampiamente appurato, purtroppo, che la cooperazione tra gli individui viene instaurata anche per scopi illeciti, ingiusti, amorali.

Nel Catechismo della Chiesa cattolica alla parola cooperazione sono attribuite diverse accezioni negative: cooperazione all’aborto, al suicidio, all’uso della droga.

Per contro leggiamo anche legate al termine accezioni positive quali: cooperazione dei genitori in famiglia, cooperazione dell’uomo all’opera di Cristo, alla grazia di Dio, all’opera dello Spirito, al disegno divino, cooperazione dei cristiani all’unità della Chiesa.

C’è da chiedersi se può l’uomo arrogarsi il diritto di cooperare per un fine di morte. Certo, perché vi è l’esercizio del libero arbitrio! Ma non è forse l’uso errato del libero arbitrio disumanizzante?

Alla voce L’aborto nel Catechismo della Chiesa cattolica si legge:


2270 La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita.

E ancora:


2272 La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana.

Già la Chiesa delle origini aveva dichiarato che l’aborto è azione contraria alla legge morale ed è atto di malizia morale.

 Il diritto alla vita è diritto inalienabile di ogni essere umano considerato tale dal momento del concepimento. La Chiesa cattolica si è espressa anche in merito agli interventi sugli embrioni:


2274 L’embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano.


2275 È immorale produrre embrioni umani destinati a essere sfruttati come “materiale biologico” disponibile.

Il comandamento in questione è il quinto: NON UCCIDERE!!!

Aborto, eutanasia, suicidio, omicidio volontario sono azioni che infrangono tale comandamento di Dio poiché attentano alla vita umana che è sacra.

 L’uomo che si sostituisce a Dio nel togliere la vita tradisce e si sottrae al disegno divino d’amore per l’uomo.

Ecco perché i cristiani sentono la necessità imminente di informare e formare gli uomini di questo tempo nell’insegnamento della Chiesa Cattolica nella speranza che uomini e donne, con una coscienza illuminata dalla Sapienza divina, possano essere sempre cooperatori di Dio nel donare e tutelate la vita propria e altrui.

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