Don Luigi Maria Epicoco: “ciò che salva i matrimoni è la preghiera”

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Di Maria Luisa Donatiello

Siamo tutti chiamati alla santità, ma è possibile farsi santi nella vita matrimoniale? Può essere il nucleo familiare, e la coppia soprattutto, il luogo in cui si compie la pienezza della vita, si sperimenta l’amore autentico e donante e la vera felicità? Crediamo spesso, ed erroneamente, che per diventare santi è necessario fare grandi cose, compiere grandi opere, andare in missione in Africa o salvare vite, eppure è proprio nella quotidianità che tutti gli esseri umani sono chiamati alla santità.

Lo spiega magistralmente la penna illuminata e illuminante di Don Luigi Maria Epicoco nel terzo dei suoi “libri parlati” dal titolo “Farsi santi con ciò che c’è” (Tau Editrice, 2020).  Dopo “L’amore che decide” (leggi qui la recensione https://www.ancoraedelfino.it/2020/07/23/lamore-che-decide-due-meditazioni-in-un-tempo-di-indecisioni-di-luigi-maria-epicoco/) e “Marta, Maria e Lazzaro”, pubblicati entrambi nel 2019 sempre dalla casa editrice umbra, ecco un altro libro prezioso che nasce da incontri catechetici e pastorali. Una guida per tutti, non solo per coppie di sposi, perché ogni persona possa imboccare la strada della santità in famiglia e nella relazione con il prossimo. Così nel libro si legge: “Una persona cambia vita non quando cambia la sua vita, ma quando innanzitutto, cambia lo sguardo con cui vede la propria vita. […] Il primo passo di chi si vuol far santo, è quello di riconciliarsi con quel che c’è.” Infatti uscire dalla schiavitù dell’individualismo, per iniziare a percorrere la strada della felicità, è una libertà che si può conquistare se l’altro non viene percepito come un nemico, se si pratica l’ascolto, che è forma di carità, e se si evita ogni giudizio, ma non possiamo compiere questa rivoluzione solo affidandoci alle nostre forze perciò Don Epicoco ci ricorda nel libro gli strumenti a disposizione di ogni aspirante santo e a cui possiamo far ricorso concretamente e quotidianamente: “La Parola, la Preghiera, l’Eucaristia, la Carità, Maria, Giuseppe e i santi: questi sono strumenti” necessari per potersi difendere dal demonio che attacca in particolare i matrimoni. Il sacerdote sottolinea l’importanza della preghiera in famiglia e nella coppia: “Ciò che salva la famiglia è la preghiera” e la necessità di affidarsi alla Vergine Maria: “è difficile essere santi senza Maria” dichiara.

Nel mirino di Satana ci sono le relazioni, le vocazioni, così leggiamo: “La tentazione grossa in tutte le vocazioni, e non soltanto nella vocazione familiare, è quella di pensare che si potrebbe essere felici se le condizioni fossero come diciamo noi. […] La prima grande tentazione che dobbiamo superare, per cercare di parlare della santità, è quella di credere che ci si faccia santi con ciò che dovrebbe esserci e non con ciò che c’è davvero.”

Geniali le metafore della cena e del frigorifero: “La chiamata alla santità nella vita familiare assomiglia a quella creatività che bisogna avere quando tornando a casa dopo una giornata di lavoro si apre il proprio frigorifero e si cerca di preparare la migliore cena possibile a partire da ciò che c’è dentro. […] I santi non sono quelli che hanno tutti gli ingredienti, ma sono quelli che riescono ad essere creativi con quello che c’è. Riescono a trovare il modo di tirar fuori una cena buona con quello che esiste realmente nel frigo. […] I santi sono quelli che non si stancano dei tentativi, ogni giorno ricominciano.”

Un libro consigliato a tutte le persone di buona volontà e che aspirano alla vera felicità!

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