EUCARISTIA: “l’insondabile ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso i diversi nomi che gli si danno”

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Di Maria Luisa Donatiello

Istituita nel XIII secolo la Solennità del Corpus Domini, del Corpo e del Sangue di Cristo, quest’anno ricorre oggi domenica 6 giugno 2021 e come ogni anno ad una settimana dalla Festa della Santissima Trinità. Fu Papa Urbano IV a promuoverne la celebrazione soprattutto in seguito alle evidenze tangibili del miracolo di Bolsena avvenuto nel 1263 (uno dei diversi miracoli eucaristici della storia), quando dall’ostia consacrata uscirono gocce di sangue perché gli uomini credessero che quell’ostia era realmente il corpo e il sangue di Cristo.

Con il “Decreto sul santissimo sacramento dell’Eucaristia” della XIII sessione dell’11 ottobre 1551, il Concilio di Trento stabilì la definizione dogmatica della transustanziazione eucaristica:

“Poiché, poi, Cristo, nostro redentore, disse che era veramente il suo corpo ciò che dava sotto la specie del pane, perciò fu sempre persuasione, nella Chiesa di Dio, – e lo dichiara ora di nuovo questo santo Concilio – che con la consacrazione del pane e del vino si opera la trasformazione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, nostro signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue. Questa trasformazione, quindi, in modo adatto e proprio è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione.”
(Decreto sul Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, Trento, Ottobre 1551)

Nel Catechismo della Chiesa cattolica si legge che “nell’Eucaristia Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce, lo stesso sangue che egli ha “versato per molti, in remissione dei peccati. (Mt 26,28).” (CCC 1365)

Molto è già stato scritto in merito alla Solennità del Corpus Domini, ma ritengo interessante volgere l’attenzione anche ad un aspetto, che potrebbe apparentemente sembrare marginale, che invece svela la profondità del sacramento eucaristico, ovvero la molteplicità di denominazioni di cui questo sacramento gode. Il Magistero della Chiesa cattolica infatti ci presenta l’Eucaristia con termini diversi atti ciascuno a mostrare un aspetto specifico del sacramento e più articoli del Catechismo sono dedicati alla trattazione di questo argomento: “l’insondabile ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso i diversi nomi che gli si danno. Ciascuno di essi ne evoca aspetti particolari. Lo si chiama: Eucaristia, perché è rendimento di grazie a Dio […]. Cena del Signore perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua passione […]. Frazione del pane, perché […] tutti coloro che mangiano dell’unico pane spezzato, Cristo, entrano in comunione con lui e formano in lui un solo corpo. Assemblea eucaristica (sýnaxis), in quanto l’Eucaristia viene celebrata nell’assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa.Memoriale della passione e della risurrezione del Signore. Santo sacrificio, perché attualizza l’unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l’offerta della Chiesa […]. Santa e divina liturgia, perché tutta la liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento; è nello stesso senso che lo si chiama pure celebrazione dei santi misteri. Si parla anche del Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo. Comunione, perché, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo; viene inoltre chiamato le cose sante ed è il significato originale dell’espressione «comunione dei santi» […]. Santa Messa, perché la liturgia, nella quale si è compiuto il mistero della salvezza, si conclude con l’invio dei fedeli («missio») affinché compiano la volontà di Dio nella loro vita quotidiana.” (CCC 1328-1332)

Splendida la testimonianza di San Pio da Pietrelcina che esortava a ricorrere a Gesù: “nel corso del giorno, quando non ti è permesso di fare altro, chiama Gesù, anche in mezzo a tutte le tue occupazioni, con gemito rassegnato dell’anima, ed egli verrà e resterà sempre unito con l’anima mediante la sua grazia e il suo santo amore. Vola con lo spirito dinanzi al Tabernacolo, quando non ci puoi andare col corpo, e là sfoga le ardenti brame ed abbraccia il Diletto delle anime meglio che se ti fosse dato di riceverlo sacramentalmente. Se gli uomini comprendessero il valore della Santa Messa, ad ogni Messa ci vorrebbero i carabinieri per tenere in ordine le folle di gente nelle Chiese”.

Così anche Santa Teresa del Bambin Gesù pensando alla prima comunione: “quel giorno non era più uno sguardo, ma una fusione: non erano più due, Teresa era scomparsa come la goccia d’acqua nell’oceano.”

Il sacramento dell’Eucaristia, sacramento della nostra salvezza, sacrificio di ringraziamento e lode, presenza di Cristo, è pertanto il perno dell’esistenza umana e il cristiano senza l’eucaristia si priva del centro della propria vita e delle grazie che da questo sacramento scaturiscono. Per cui noi Cristiani possiamo affermare con convinzione, come i martiri di Abitina ci hanno testimoniato con la vita, che sine dominico non possumus!

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