FEDE E RAGIONE, FILOSOFIA E SCIENZA NEL MAGISTERO DELLA CHIESA CATTOLICA

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di Maria Luisa Donatiello

Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II diffonde la Lettera Enciclica Fides et Ratio al fine di illustrare la relazione esistente tra fede e ragione. Il pontefice scrive nell’introduzione:

La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso.

La Rivelazione di Dio si inserisce nel tempo e nella storia dell’umanità perciò la storia umana diventa il luogo dove constatare concretamente l’agire di Dio. Interessante il pronunciamento del Papa circa l’importanza della filosofia e l’indissolubile legame tra questa e la teologia:

Molteplici sono le risorse che l’uomo possiede per promuovere il progresso nella conoscenza della verità, così da rendere la propria esistenza sempre più umana. Tra queste emerge la filosofia, che contribuisce direttamente a porre la domanda circa il senso della vita e ad abbozzarne la risposta: essa, pertanto, si configura come uno dei compiti più nobili dell’umanità. Il termine filosofia, secondo l’etimologia greca, significa amore per la saggezza.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica diversi articoli al rapporto tra ragione umana e fede, in particolare nell’articolo 50 e dal 153 al 159 si fa riferimento alle caratteristiche della fede e all’intelligenza come strumento che l’uomo ha a disposizione per rafforzarla.

CCC 50 Per mezzo della ragione naturale, l’uomo può conoscere Dio con certezza a partire dalle sue opere. Ma esiste un altro ordine di conoscenza a cui l’uomo non può affatto arrivare con le sue proprie forze, quello della rivelazione divina.

È Dio che rivela perché benevolo nei confronti dell’uomo e affinché l’uomo creda, ma la fede è una grazia e l’uomo da solo non può donarsela.

CCC 153 La fede è un dono di Dio, una virtù soprannaturale da lui infusa.
CCC 154 È impossibile credere senza la grazia e gli aiuti interiori dello Spirito Santo. Non è però meno vero che credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario né alla libertà né all’intelligenza dell’uomo far credito a Dio e aderire alle verità da lui rivelate.
CCC 156 Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate appaiano come vere e intelligibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo per l’autorità di Dio stesso che le rivela, il quale non può né ingannarsi né ingannare.

Anche il rapporto fede e scienza viene chiarito bene dal Magistero della Chiesa Cattolica che insegna che sebbene la fede sia sopra la ragione le due non sono divergenti, ma generate e volute entrambe da Dio che non può negare se stesso. La ragione aiuta a comprendere ciò che è visibile, le opere, le vicende. La fede ci offre lo sguardo sull’Assoluto dando compimento e senso all’esistenza e a quanto è tangibile.

CCC 159 Perciò la ricerca metodica di ogni disciplina, se procede in maniera veramente scientifica e secondo le norme morali, non sarà mai in contrasto con la fede, perché le realtà profane e le realtà della fede hanno origine dal medesimo Dio.

C’è però poi sempre la libera scelta dell’essere umano il quale può decidere di accogliere il dono della fede credendo in Dio e seguendo gli insegnamenti di Cristo o rifiutare. Ricevuta la fede la Chiesa ci indica la via per  preservarla crescendo e perseverando nell’ascolto della Parola di Dio e nei sacramenti che rappresentano in sostanza il vero e insostituibile nutrimento per i credenti.

CCC 1706 Con la sua ragione l’uomo conosce la voce di Dio che lo chiama sempre a fare il bene e a fuggire il male. Ciascuno è tenuto a seguire questa legge che risuona nella coscienza e che trova il suo compimento nell’amore di Dio e del prossimo.
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