IL MONDO DELLE FATE TECNICHE, INCANTESIMI E RITUALI PER ENTRARE IN CONTATTO CON IL LORO REGNO di Anna Franklin

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Recensione di Maria Luisa Donatiello

Che esista una realtà invisibile all’occhio umano questo è rivelato.  Se solo si pensa al dono dell’angelo custode se ne può, per fede e in virtù della rivelazione, riconoscere la presenza e l’esistenza, eppure non lo si vede. Gli angeli, puri spiriti, sono creature di Dio, eppure non è dato a noi uomini vederli.

Anna Franklin è autrice del libro, dal titolo all’apparenza fiabesco,Il mondo delle fate edito da Armenia nel 2006, ma che di fiabesco non ha davvero nulla, anzi sembrerebbe emanare odore di zolfo.
Nella terza di copertina si definisce l’autrice un’esperta di magia. Anche il sottotitolo del libro non consente equivoci circa lo stampo di questo testo: Il mondo delle fate TECNICHE, INCANTESIMI E RITUALI PER  ENTRARE IN CONTATTO CON IL LORO REGNO.

L’autrice scrive nell’introduzione:

Gli esseri fatati abitano un regno chiamato Regno Feerico (il Regno delle Fate), Elphame o l’Altro Regno. Questo reame non è separato dal nostro, ma vi si sovrappone ed è invisibile, tranne che in circostanze particolari.


Questo è un  libro sulle vere fate, potenti esseri della Terra, dell’Aria, del Fuoco e dell’Acqua... che rappresentano il potere e l’energia della natura stessa.

Il libro è suddiviso in otto capitoli dedicati a diversi temi: alla figura del “camminatore tra i mondi”, alle dimore degli esseri fatati, alla loro geneaologia. Ebbene, la vera risposta a se esista o meno un regno delle fate così come descritto dalla Franklin nel libro, che potremmo immaginarlo come parte delle cose invisibili create da Dio, è che non è dato all’uomo indagare perché che esista oppure no il punto nodale della questione resta la natura delle pratiche descritte in questo libro certamente respinte dalla Chiesa Cattolica.

Nel Catechismo alle voci Divinazione e magia si legge:

CCC 2115 Dio può rivelare l'avvenire ai suoi profeti o ad altri santi.

È Dio che rivela non è l’uomo che indaga!

CCC 2116 Tutte le forme di divinazione sono da respingere...i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme il desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

Inesatte e fuorvianti sono le affermazioni della Franklin:


Nella dottrina cristiana ogni spirito che non è né santo né angelo è considerato di origine demoniaca e le fate sono incluse in questa classificazione.

Bisognerebbe spiegarle che ogni uomo che non muore da santo o martire ha sempre la speranza del purgatorio e quindi della salvezza eterna se muore in grazia di Dio, che gli angeli sono tutti creature di Dio e che come gli uomini hanno potuto esercitare il libero arbitrio divenendo alcuni di essi angeli decaduti come conseguenza della ribellione al Creatore, non tutti gli angeli sono buoni.

Particolarmente insidioso è il capitolo terzo del libro interamente dedicato alle tecniche per contattare le fate. Si legge all’inizio del capitolo:


Gli esseri fatati sono un tramite tra il mondo degli uomini e il mondo degli spiriti e passano rapidamente tra i due regni, anche se raramente sono percepiti dalla nostra vista poco acuta.

Ma la vista veramente acuta ce la dona soltanto lo Spirito Santo, sarebbe necessario che qualcuno all’autrice glielo annunciasse.

CCC 2117 Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le forze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù della religione.

Una lettura, questa della Franklin, da affrontare certamente con prudenza e appellandosi alla sapienza e al timor di Dio.

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