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di Maria Luisa Donatiello

Il 21 novembre 2009 Papa Benedetto XVI incontra gli artisti nella Cappella Sistina. Dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II, autore della Lettera agli artisti, anche Benedetto XVI avverte la necessità di un’esortazione al dialogo e ad una unità d’intenti tra Chiesa e mondo dell’arte per cooperare alla salvezza dell’umanità.

L’evento sancisce così ancora una volta il connubio vincente e necessario tra Chiesa e arte. Dopo i saluti il Papa svela subito lo scopo dell’incontro:

Con questo incontro desidero esprimere e rinnovare l'amicizia della Chiesa con il mondo dell'arte, un'amicizia consolidata nel tempo, poiché il Cristianesimo, fin dalle sue origini, ha ben compreso il valore delle arti e ne ha utilizzato sapientemente i multiformi linguaggi per comunicare il suo immutabile messaggio di salvezza. Questa amicizia va continuamente promossa e sostenuta, affinché sia autentica e feconda, adeguata ai tempi e tenga conto delle situazioni e dei cambiamenti sociali e culturali. Ecco il motivo di questo nostro appuntamento.

Benedetto XVI, dopo aver esaltato le meraviglie artistiche della Cappella Sistina, luogo non casuale dell’incontro, ricorda l’opera dei suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II grandi sostenitori dell’arte. Il Pontefice continua poi il proprio discorso con un lungo excursus sul tema della bellezza.

La bellezza, da quella che si manifesta nel cosmo e nella natura a quella che si esprime attraverso le creazioni artistiche, proprio per la sua caratteristica di aprire e allargare gli orizzonti della coscienza umana, di rimandarla oltre se stessa, di affacciarla sull'abisso dell'Infinito, può diventare una via verso il Trascendente, verso il Mistero ultimo, verso Dio.

Il Papa mette però anche in guardia dalla falsa bellezza: una bellezza superficiale e illusoria.

Si tratta di una seducente ma ipocrita bellezza, che ridesta la brama, la volontà di potere, di possesso, di sopraffazione sull'altro e che si trasforma, ben presto, nel suo contrario, assumendo i volti dell'oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa.

Prima dei saluti finali vengono rivolte agli artisti parole di esortazione, incoraggiamento e amicizia.


Voi siete custodi della bellezza; voi avete, grazie al vostro talento, la possibilità di parlare al cuore dell'umanità, di toccare la sensibilità individuale e collettiva, di suscitare sogni e speranze, di ampliare gli orizzonti della conoscenza e dell'impegno umano. Siate perciò grati dei doni ricevuti e pienamente consapevoli della grande responsabilità di comunicare la bellezza, di far comunicare nella bellezza e attraverso la bellezza! Siate anche voi, attraverso la vostra arte, annunciatori e testimoni di speranza per l'umanità!

L’intero discorso del Papa è stato pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana nel 2009 ed è corredato di un discorso di Mons. Gianfranco Ravasi Presidente del Pontificio Consiglio della cultura e della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa.

Benedetto XVI conclude l’incontro affermando l’importanza di avere fede. La fede non priva l’arte di nulla, bensì la nutre. Il Pontefice cita poi Sant’Agostino ponendolo ad esempio e modello per tutti gli artisti, quel Sant’Agostino che fu cantore innamorato della bellezza.

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