INTERVISTA A FEDERICO ALVINO CATECHISTA RESPONSABILE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE DI AVELLINO

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di Maria Luisa Donatiello e Federico Alvino

Per un cattolico la formazione continua è necessaria per alimentare la fede e si nutre dell’ascolto della Parola di Dio, dei sacramenti e si avvale di tanti aiuti che la Chiesa mette a disposizione dei fedeli come il dono dei sacerdoti e dei catechisti. Le occasioni di confronto diventano preziose e motivo di crescita umana e spirituale. Da una lunga chiacchierata con Federico Alvino, catechista responsabile del Cammino Neocatecumenale di Avellino, sono emerse interessanti riflessioni sul tempo che stiamo vivendo.

Le vicende storiche attuali e personali rischiano di soffocare lo slancio ottimistico proprio della natura del cristiano, da catechista che negli anni ha seguito tante comunità, ha conosciuto le storie di fratelli e ha visto l’azione di Dio nella propria storia e in quelle altrui quali sono le tue considerazioni sulla situazione storica attuale?

In questo momento storico dobbiamo riflettere. Per prima cosa è importante essere legati alla radice della nostra fede che è la Parola di Dio, che deve essere sigillata dal sacramento dell’Eucaristia fonte di vita, il secondo aspetto importante è la testimonianza “guardate come si amano”, è scritto infatti “da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35), in ultimo il cristiano deve mettere in conto la persecuzione. Viviamo tempi in cui il Signore ci dona questa vocazione altissima, questa condizione è il nostro tesoro che Dio ci ha mostrato. Il mondo non conosce questo tesoro inestimabile, l’impegno dei cattolici è vivere questo, ciò ci permetterà di essere una luce.

In merito all’impegno dei cattolici in politica sappiamo che la Chiesa lo considera una vocazione propria dei fedeli laici ed esorta a vivere tale vocazione, ma spesso assistiamo a controsensi e incoerenze.

Ci sono stati grandi politici cattolici che restano un esempio per tutti come Alcide De Gasperi che aveva dentro di sé il grande dono della fede e con molta umiltà ha ricostruito questa nostra Nazione. Oggi molti cattolici sono schierati trasversalmente, guidati da lupi che per potere distruggono la vita di bambini, uomini e donne giovani.

Immagino, Federico, tu ti riferisca in particolare al tema dell’aborto di cui tanto si discute.

Si certo. La politica è responsabile delle leggi che emana e che violano i diritti inalienabili dell’essere umano come quello di un bambino concepito a venire alla luce. Affermava Madre Teresa di Calcutta che uno dei crimini più grandi dell’umanità è l’aborto. In Italia, dall’entrata in vigore delle legge sull’aborto sono stati ammazzati milioni di uomini e di donne, un patrimonio umano enorme, e questo purtroppo anche grazie a molti cattolici buonisti. Il problema è che molti cattolici vivono la Sindrome di Kabul. Perciò è necessario ritornare alla fede autentica. Le porte degli inferi non prevarranno.

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