POPPER: “CATTIVA MAESTRA TELEVISIONE” UNO SCRITTO ANCORA ATTUALE

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Recensione di Maria Luisa Donatiello

Esistono libri dal contenuto attualissimo sebbene pubblicati anni or sono!  È il caso dell’edizione del 1996, riveduta e ampliata, del saggio Cattiva maestra televisione  (Milano, 1996, Edizioni CDA, pp.96)del filosofo Karl Popper e di John Condry, con l’introduzione di Giancarlo Bosetti, che ospita al suo interno uno scritto, ancora attualissimo e datato 24 gennaio 1994, di Papa Giovanni Paolo II in merito al ruolo dei media. Ritrovandomi tra le mani il volumetto ho pensato a quanto fossi stata fortunata ad accingermi a riscoprire il contenuto di un connubio, mai come in questo caso vincente, tra il filosofo Popper e il Pontefice Wojtyla. Il volume, una raccolta di quattro saggi, affronta il tema dei mass media, in particolare del ruolo che la televisione ha e che dovrebbe avere, discorso che oggi si dovrebbe estendere anche all’uso del Web in particolare da parte di bambini e giovani.

L’introduzione di Bosetti sottolinea l’unità di intenti tra Popper e Giovanni Paolo II poiché entrambi richiamano alla grande responsabilità educativa dei genitori nei confronti dei figli e la grande responsabilità etica e morale che le industrie televisive dovrebbero assumersi: “La ragione per cui pubblichiamo accanto agli scritti di Popper, di Condry e di Clark alcune pagine di Karol Wojtyla è la loro assoluta pertinenza con il tema e la evidente convergenza sul punto chiave, quello della funzione educativa (o diseducativa) della televisione, con le tesi del filosofo liberale. […] Giovanni Paolo II con il discorso del 24 gennaio 1994 toccava gli interventi di Popper sulla materia: la responsabilità educativa degli adulti verso i bambini. È significativo poi che la convergenza riguardi anche l’idea dell’istituzione di un “codice etico” e la costruzione di qualche organismo capace di contenere gli effetti negativi della tv.”

 Il mondo adulto deve preoccuparsi di tutelare e salvaguardare sotto ogni aspetto la vita dei bambini, la loro crescita fisica, mentale, spirituale. La proposta del filosofo Popper, rimasta inascoltata, sarebbe auspicabile venisse riconsiderata. Popper nel suo saggio intitolato Una patente per fare Tv scrive “Non manca dunque chi sia in grado di distinguere che cosa è bene e che cosa no dal punto di vista educativo. […] I medici sono controllati dalle proprie organizzazioni […] Io propongo che una organizzazione simile sia creata dallo Stato per tutti coloro che sono coinvolti nella produzione televisiva. Chiunque sia collegato alla produzione televisiva deve avere una patente, una licenza, un brevetto, che gli possa essere ritirato a vita qualora agisca in contrasto con certi principi. Questa è la via attraverso la quale io vorrei che si introducesse finalmente una disciplina in questo campo.”

 In una società relativista come la nostra non è facile distinguere il bene dal male poiché il male è spesso presentato come bene e viceversa. L’iniziativa proposta da Popper dovrebbe essere attuata alla luce dell’insegnamento della Chiesa cattolica, non vi è altra Verità assoluta se non Cristo che è via, verità e vita, il resto sarebbe tutto opinabile e anche il pensiero di Popper manipolabile e travisato!

 Il saggio di Wojtyla La potenza dei media richiama in primo luogo alla responsabilità morale dell’industria televisiva e dell’uomo chiamato a fere un buon uso dei media: “Gli strumenti della comunicazione sociale offrono possibilità straordinarie per l’annuncio del Vangelo. […] Innegabile è il valore dei mass media. Ben usati, essi possono rendere un servizio inestimabile alla cultura, alla libertà ed alla solidarietà.”

 Il Papa dedica il secondo capitolo del proprio intervento alla famiglia affermando che la televisione può sia arricchire la vita familiare, unendone i componenti, che danneggiarla, diffondendo valori degradanti: “La televisione può ancora avere effetti negativi sulla famiglia anche quando i programmi televisivi non sono di per sé moralmente criticabili: essa può invogliare i membri della famiglia ad isolarsi nei loro mondi privati, tagliandoli fuori dagli autentici rapporti interpersonali, ed anche dividere la famiglia, allontanando i genitori dai figli e i figli dai genitori.”

 Il Papa si rivolge ai genitori, alla loro responsabilità di vigilare sui figli e afferma l’importanza degli organi religiosi e dei genitori di essere informati e formati per far fronte agli attacchi subdoli e discernere, da fruitori consapevoli, la visione di prodotti televisivi e multimediali edificanti, adatti e non fuorvianti sia per se stessi che per i propri figli a tutela di tutta la famiglia e poi della società intera. Il saggio tratta delle insidie che si celano per i fruitori dei media, della responsabilità degli adulti di vigilare sui bambini che fruiscono della tecnologia.

 Il saggio di Clark La violenza in Tv è invece un’indagine dedicata totalmente a verificare la presenza di scene violente in film e cartoni animati per bambini. Il risultato è deprimente per quanta violenza è mostrata in Tv, anche in prodotti destinati ai più piccoli, ancor di più direi che oggi il problema si estende alla fruizione dei siti web.

La politica dovrebbe considerare criteri più rigidi di sorveglianza e selezione su quanto circola in Tv e in rete oggi e magari legiferare in maniera più adeguata in merito.

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