SIAMO NATI E NON MORIREMO MAI PIÙ STORIA DI CHIARA CORBELLA PETRILLO

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Recensione di Maria Luisa Donatiello

Devo essere grata alla mia amica Francesca per avermi regalato il giorno 10 aprile 2014  Siamo nati e non moriremo mai più il libro sulla storia di Chiara Corbella Petrillo, un libro testimonianza e insieme testamento edito da Edizioni Porziuncola nel mese di giugno 2013 e scritto da Simone Troisi e Cristiana Paccini, amici di Chiara e testimoni oculari dei fatti narrati, con il contributo di chi Chiara l’ha conosciuta e vissuta: il marito Enrico Petrillo e padre Vito D’Amato.

Ringrazio la mia amica per avermi preceduta, portandomi a conoscenza di un così grande esempio di vita vissuta, una vita giovane segnata dalla sofferenza di veder nascere due figli malformati e saliti al cielo subito dopo la nascita, ma battezzati, e quella di dover lasciare orfano di madre il terzo figlio Francesco a causa della malattia che a ventotto anni le è stata fatale. Eppure la storia di Chiara è esempio di vita beata e di speranza.

Il testamento di Chiara ed Enrico è nella frase coniata per il ricordo della prima figlia nel giorno del funerale della piccola:

Enrico ha preparato un ricordino, in cui un’immagine della Vergine Maria con in braccio il Bambino accompagna un messaggio che la loro storia ci ha reso familiare, ma che in quell’occasione sentiamo tutti per la prima volta: siamo nati per l’eternità, per non morire mai più.

Frase che in una condizione di sofferenza non può che essere stata suggerita dalla Sapienza che sempre consola e illumina chi ne fa ricorso e appello.

Nella Prefazione Enrico scrive riferendosi a Chiara:


Era necessario che tu morissi, amore mio, era necessario. Perché i ciechi vedano, perché chi ha sete beva, perché i superbi siano dispersi nei pensieri del loro cuore e perché il Suo popolo sappia che la schiavitù è terminata e il Re viene nella gloria. Questo libro serve semplicemente per testimoniare, a chi vuole aprire il suo cuore, che Dio è buono e che si può morire felici. Soprattutto serve a me, per non dimenticare. Ho visto, solo per grazia, quello che molti profeti e re avrebbero volto vedere ma non videro. Sarei colpevole se tacessi. Devo testimoniare.

Leggendo il libro la tristezza e la compassione sono i primi sentimenti umanamente possibili al cospetto dei fatti narrati, ma la forza spirituale che ne deriva dall’elaborazione successiva e dalla meditazione su questa vicenda ne è la preziosa ricompensa.

PODCAST SIAMO NATI E NON MORIREMO MAI PIÙ

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