IN NOME DELLA MADRE di Erri De Luca

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Recensione di Maria Luisa Donatiello

Un racconto di Avvento e di Natale in cui Erri De Luca dà voce a Miriàm, alla madre di Dio. La finzione letteraria permette l’accesso a scenari altrimenti inesplorabili. A raccontare la propria storia è la Vergine Maria. Ne possiamo conoscere così i pensieri, le emozioni, intraprendere un viaggio nella sua intimità più profonda di madre, donna e sposa così come la sensibile mente dell’autore l’ha immaginata e ce la propone.

Donna del suo tempo, eppure esempio per le donne di ogni tempo, per la tenerezza, il coraggio, il timor di Dio, l’accoglienza, la fede, l’amore sponsale, la Madonna racconta l’Annunciazione, scene di vita quotidiana con Iosef suo marito, il viaggio per il censimento da Nazaret verso Bet Lèhem e il parto che fa nascere Ieshu. È Natale per la prima volta nella storia dell’umanità!


Io vorrei chiamarlo Ieshu. È Ieshu dal verbo salvare, perché tu lo hai salvato. È Ieshu il salvato. È anche figlio tuo, Iosef, hai difeso la sua vita.


La narrazione è suddivisa in quattro stanze. Un cantico in prosa a lode e gloria di Dio corredato di tre canti in versi, di un prologo e una premessa nella quale si legge:


In nome del padre”: inaugura il segno della croce. In nome della madre s’inaugura la vita.

Sapienza, cultura ebraica e citazioni bibliche sono celate nei dialoghi tra i personaggi e nei pensieri di Miriàm. La prospettiva è privilegiata. La storia è verosimile ed è narrata dal di dentro.


Abituati al deserto, che è di nessuno e dove si sta tra terra e cielo senza l’ombra di un muro, di un recinto.
Non è esilio il deserto, è il tuo luogo di nascita.


Libro edito da Feltrinelli in edizione economica, accessibile tout court.



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